
Penso di essere stata una massoterapista prima ancora di saperlo, in quanto fin da bambina mi divertivo a massaggiare i miei familiari.
Per me non era altro che un gioco, dal quale provavo soddisfazione nel contatto attraverso le mani ma anche nel vedere i miei familiari apprezzare e cercare continuamente i miei “trattamenti”, nonostante agissi in modo istintivo e senza alcuna nozione tecnica.
Il mio primo approccio con la vera massoterapia è stato dal lato del paziente.
È successo quasi per caso, un po’ come un tentativo disperato al quale non davo molto credito, almeno non per quanto riguarda la risoluzione della mia problematica.
Erano infatti mesi che soffrivo di mal di schiena, con episodi dove rimanevo completamente bloccata e infiniti tentativi di cura esclusivamente attraverso la terapia farmacologica, consigliata dagli specialisti che mi seguivano.
Il sollievo che ho provato attraverso la massoterapia, quasi immediato e soprattutto duraturo, mi ha costretto a ricredermi.
In quel momento, come se si fossero uniti dei tasselli, ho realizzato quale doveva essere la mia professione.
La passione è stata tale per cui ho deciso di trasferirmi a 600 km da casa per frequentare quella che secondo me era la miglior scuola per ottenere il titolo di Massoterapista.
Ancora oggi, con la stessa passione, esercito la mia professione nella regione dove mi sono trasferita per studiare e diplomarmi.
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